LA PAGINA BIANCA

PERFORMANCE IN TRE CAPITOLI

di Caterina Pecchioli e Cesare Pietroiusti

a cura di Abbiatici_Levy
SABATO 6 DICEMBRE 2014 dalle ore 20.00 alle 00.00

 

 

In occasione del finissage della mostra “Sedeo Ergo Sum 3.0” di Caterina Pecchioli con Subodh Kerkar e Naoya Takahara a cura di Abbiatici_Levy, Label201 presenta “LA PAGINA BIANCA, performance in tre capitoli” di Caterina Pecchioli e Cesare Pietroiusti

La performance si basa sull’associazione metaforica tra la sedia vuota (protagonista della serie fotografica in mostra) e la pagina bianca. Entrambi gli oggetti, concepiti per accogliere qualcosa o qualcuno, divengono significanti anche attraverso la mancanza di questo, per un’assenza che si fa, paradossalmente, presenza. 

Come sottolinea  Terrence W. Deacon in “Natura Incompleta. Come la mente è emersa dalla materia”, ci sono alcune assenze che sono essenziali per accedere alla comprensione della natura umana. Deacon definisce questi fattori assenziali. “Nostalgia, desiderio, passione, appetito, lutto, aspirazione – sono tutti basati su un’analoga intrinseca incompletezza, un ‘essere privi’ che di essi è parte integrante”. La sedia vuota e la pagina bianca offrono la possibilità di riflessioni che non si rivelano in una dimensione di “pieno”; allo stesso modo la scoperta dello zero, sempre con Deacon: “è stata uno dei massimi progressi della storia della matematica. Disporre di un simbolo che designasse la mancanza di una quantità (…) ha trasformato il concetto stesso di numero, e rivoluzionato i processi di calcolo”.

Così come la distribuzione di sedie vuote, in uno spazio dato, è la “scenografia” di una particolare forma di socialità, avvenuta o a venire, che immaginiamo anche senza assistervi, la pagina bianca è il luogo dove il segno, linguistico o pittorico, sta per (o, a volte, non riesce ad) apparire, così come il luogo da cui il segno è stato cancellato. La pagina bianca è quindi lo spazio simbolico dell’attesa, della perdita e della memoria, dell’impossibilità e della potenzialità illimitata.

 

 

SEDEO ERGO SUM 3.0

Di Caterina Pecchioli con Subodh Kerkar e Naoya Takahara a cura di Abbiatici_Levy 30 Ottobre – 06 Dicembre 2014

Il titolo della mostra si rifà al progetto portato avanti da Caterina Pecchioli (Firenze, 1978) dal 2010 Sedeo ergo sum.

Al cogito cartesiano, si sostituisce l’indicativo presente di un verbo di stato. Più del pensiero, può l’atteggiamento. Come a dire che sono la posizione che scegliamo e il modo che assumiamo che ci determina, al di là di ciò che pensiamo e congetturiamo.

L’esposizione vuole aprire una riflessione sull’oggetto “sedia” nell’arte, ponendo attenzione ai suoi aspetti storici, relazionali e sociali. Introdotta a metà del Quattrocento in seno agli ambienti ecclesiastici e aristocratici, per distinguere il valore del singolo rispetto alla collettività, la sedia si fa viepiù espressione di un sé sociale individualista. Forma, materiali, dimensioni raccontano i diversi io, come appartenenza sociale, preferenze stilistiche e contesti vissuti. La posizione assunta inoltre manifesta una percezione del sé e dell’altro in termini di rapporto e potere. Mai come ora la sedia è oggetto che occupa e contraddistingue la nostra quotidianità. Di fronte ai nostri schermi, non c’è altra via. Nell’epoca del Web 2.0., il 3.0. del titolo traccia la proiezione verso un modo di sedere 3.0., per un recupero del dialogo, dello scambio, per la costruzione di nuovi obiettivi seduti insieme.

La mostra presenta il lavoro di altri due artisti Naoya Takahara (Ehime, Giappone, 1954) e Subodh Kerkar (Goa, India, 1965) espandendo la riflessione sull’oggetto “sedia” a livello geografico, offrendo spunti di analisi originali, frutto di due preziose eredità culturali di provenienza asiatica. 

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PIATTAFORMA INTERATTIVA 

www.fabebook.com/sedeoergosum3.0

 ll blog vuole avviare una forma di riflessione collettiva e partecipata sulla storia degli oggetti d’arredo, sulla loro applicazione, declinazione e studio nei diversi campi del sapere: design, architettura, arte, antropologia, filosofia… con il proposito di avviare una serie di esposizioni specifiche e relativi dibattiti, capaci di approfondirne lo studio, fino agli usi e le tendenze più contemporanee.

 

Direzione e organizzazione: Manuela Tognoli  

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